religione

Che cos’è una novena? Qual’è stata la sua origine?

Antonio Tarallo

Il connubio, il dialogo particolare ed intimo tra i fedeli e i Santi

Novena, nove giorni. Lo dice la parola stessa. Mancano esattamente nove giorni alla festa di San Francesco d’Assisi e la comunità francescana - ma non solo - si prepara a questo importante evento recitando appunto la “Novena” al Santo di Assisi. Ma cerchiamo di comprendere meglio la storia di questa pratica religiosa che nutre profondamente la vita devozionale della Chiesa. Cerchiamo di ripercorrere - velocemente - la sua origine e la sua diffusione. 

È antica la pratica della Novena, molto antica. Per dare inizio a questa storia  dobbiamo andare a scovare notizie addirittura negli  Atti degli Apostoli, dopo l'Ascensione di Gesù. In questi passaggi fondamentali della Storia del Cristianesimo troviamo gli Apostoli in preghiera, in attesa del dono dello Spirito Santo (At 1,13-14). Tale preghiera si snoda proprio nei nove giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste: «Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni"»

Il connubio, il dialogo particolare ed intimo tra i fedeli e i santi Che cos’è una novena? Qual’è stata la sua origine?

Ecco l’origine del termine “novena”. Il fulcro è tutto qui. Bisogna precisare che, fin dal diciassettesimo secolo, sono state composte numerose novene: le prime furono rivolte a Dio, per poi passare a quelle alla Madonna (assai diffuse in ogni epoca). Con tale propagarsi di tale pratica cominciò la consuetudine delle novene ai santi: un periodo di nove giorni precedenti alla festa del santo, da dedicare alla preghiera di intercessione.   

 

È un connubio tra fedele e il “suo” santo. E’ così unico il rapporto che ognuno ha con i santi che rimane una sorta di mistero. E’ dialogo nascosto, è dialogo del cuore. Le parole che si diffondono durante la novena non sono che espressione della voce del fedele che chiede di essere ascoltato, esaudito per la sua richiesta. Preghiamo i santi del Paradiso e loro, poiché più vicini a Dio di quanto non siamo noi su questa terra, intercedono per le nostre necessità. Va però sottolineato che una novena non è da considerarsi una formula magica. Non deve diventare una pratica di superstizione. La preghiera presuppone sempre fede, umiltà, e dipendenza da Dio, alla sua volontà. Per questi motivi, la novena è anche mirabile strumento per “praticare” una maggiore apertura alla volontà del Signore, per così - alla fine - potersi abbandonare ai disegni divini. Il Catechismo della Chiesa cattolica, all’articolo 2562, però ci ricorda : “Secondo le scritture, è il cuore che prega. Se il nostro cuore è lontano da Dio, le parole della preghiera sono vane”. 

Fra le più importanti novene praticate nella Chiesa cattolica dobbiamo ricordare: “La Novena dell'Immacolata” che si recita dal 29 novembre al 7 dicembre, in preparazione alla solennità dell'Immacolata Concezione di Maria, celebrata l'8 dicembre; “La Novena di Natale”, dal 16 al 24 dicembre, in preparazione alla solennità del Natale del Signore; “La Novena di Pentecoste”, istituita da papa Leone XIII, dal venerdì della VI settimana di Pasqua fino al sabato della VII settimana, in preparazione alla solennità di Pentecoste; “La Novena della Divina Misericordia”, dal Venerdì Santo al sabato dell'Ottava di Pasqua, in preparazione alla Festa della Divina Misericordia, celebrata nella Seconda Domenica di Pasqua.

Ora, è il tempo della “Novena a San Francesco d’Assisi”: nove giorni per meditare sulla vita del santo che ha seguito Cristo, divenendo egli stesso “alter Christus”. 

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