Lettere al direttore

Se vuoi essere felice per tutta la vita, perdona

Redazione

Carissimo Padre Enzo, 

le dico subito che la mia povera fede, in questo lasso di tempo, non è aumen- tata granché, neanche di poco. Non ne conosco i motivi, quasi mi sembra di avere la stessa fede che avevo quando ero ragazzo. Io e mia moglie, da circa 5 mesi, non siamo più tanto sereni. Il mo- tivo è che abbiamo tolto il saluto a sua sorella e al marito, perché si sono per- messi di sparlare di me e mia moglie con un nostro figlio, che per giunta è il loro figlioccio di battesimo, senza nes- sun riguardo. Mentre mia moglie nel suo cuore riesce in fondo a perdonarli – solo dopo che hanno chiesto scusa a nostro figlio per averlo trattato male – io al contrario ho tanta rabbia e a volte rancore nei loro confronti. Tenga presente che abbiamo scelto la strada del silenzio e da parte nostra non c’è stata mai nessuna risposta in merito. A vol- te ho buoni propositi nei loro confronti, ma mi basta vederli o sentire le loro voci e mi risale la rabbia e tutto ritorna come prima. Un giorno Lei ha fatto l’esempio di suo padre il quale l’avrebbe difeso da tutti perché nessuno si può permettere di offendere il proprio figlio. Ecco, mi trovo in quella situazione, non sopporto che mio figlio sia stato of- feso dai suoi padrini. Perdoni lo sfogo, se ha tempo per rispondermi ne sarei contento, altrimenti va bene lo stesso, capisco che Lei è molto impegnato. Luigi (@) 

 

Caro Luigi, 

comprendo quello che ti è accaduto e credimi non sei né il primo né sarai l’ul- timo. Non so perché, ma a molti capita di vivere queste situazioni. Ma questo ci fa comprendere il limite, e i limiti, della nostra umanità, della nostra capacità di amare. Qui sta anche la nostra possibi- lità, la nostra capacità di trascenderci e di andare oltre; non è semplice, sono episodi che lasciano amarezza e ferite. A noi la grande possibilità di far sì che queste acquistino un sapore diverso: in Francesco l’amarezza si trasformò in dolcezza e le ferite in occasione di for- za. Proprio in questi giorni mi è capitato di leggere l’affermazione di un predica- tore dell’800: “Se vuoi essere felice per un istante vendicati, se vuoi essere fe- lice per tutta la vita... perdona”. Questo non annulla i sentimenti che proviamo, ma lentamente li trasforma. Ci viene incontro Francesco d’Assisi: dov’è odio fa’ che io porti amore. Ecco caro Luigi ti auguro questo. Buon cammino a te e a tutta la tua famiglia. Un caro saluto di pace e bene

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