Lettere al direttore

La connessione con "Francois"

Redazione Pixabay

Buongiorno Padre Enzo,

Mi chiamo Temae, sono francese, ho vissuto a Parigi per molti anni ma ora vivo nelle Alpi Marittime. La mia è una lunga storia di connessione diretta con il nostro amato Francesco. Alla fine del 1998 sono venuta ad Assisi, dopo che un amico mi ha parlato del Convento di San Damiano. Sono voluta andarci subito, guidata, chiamata da “François” e Chiara. Ho pianto molto per l'emozione perché ho sentito subito che questo posto mi era familiare. Poi, sono andata alla Basilica di Assisi, e davanti alla tomba di Francesco, ho sentito una connessione potente nel mio cuore che mi ha travolto. Sono tornata a casa, a Parigi, e lì ho ricevuto segni e manifestazioni fisiche da San Francesco, sogni ad occhi aperti dove mi diceva di trasferirmi nel sud della Francia, cosa che ho fatto. Cinque mesi dopo, mi sono trasferito nella mia attuale casa che ho chiamato "Villa St François". Ma prima di lasciare Parigi, François mi è apparso più volte attraverso segni tangibili.

Il tuo sorriso riporta la vita a quello che sembrava estinto! Ti sono fedele su Facebook da poco perché un amico francese, che vive sia in Francia che in Italia, mi ha parlato di te. Da allora, ti ho seguito mattina e sera ed è come se ti conoscessi da sempre, come un fratello o un componente della mia famiglia. Mi commuove molto vedere i posti dove sono andata, con il cuore aperto e pieno d'Amore! Peccato che non avessi ancora "trovato" Padre Enzo, sarei stata così felice di unirmi a te, di "tenerti per mano" e di raccontarti le mie esperienze spirituali con Frère François! 

Temae

 

Carissima Temae,

la bellezza della connessione spirituale coi santi che amiamo e ci guidano è una sensazione unica che ci porta dentro significati alternativi alla nostra vita contingente, fatta spesso solo di razionalità e pragmatismo. Lo Spirito parla, lo Spirito guida e ti ha portato fino a San Francesco che umilmente prova a tenerti compagnia con riflessioni alla luce del Vangelo.  I tempi che stiamo vivendo purtroppo non sono dei migliori, ma presto potremo tornare a pregare sulla tomba del Patrono della fraternità universale. Il Vangelo di ogni giorno lo vorrei sintetizzare con queste parole: “‘Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi fratelli più piccoli lo avete fatto a me’ (MT, 25,40) è un prendersi cura degli altri che ha una suggestiva assonanza in inglese tra il verbo ‘to cure’, curare, e ‘to care’, prendere a cuore, interessarsi’”. A venirci in aiuto anche un breve racconto della tradizione islamica: “Gesù incontrò un uomo e gli chiese: ‘Che cosa stai facendo?». ‘Mi dedico a Dio’, rispose l'uomo. Gesù gli chiese: ‘Chi si prende cura di te?’. ‘Mio fratello’, rispose l'uomo. Gesù disse: ‘Il tuo fratello è più devoto a Dio di te’”. 

Pace e bene,

P. Enzo

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