francescanesimo

San Francesco sopravvissuto al ferro rovente

Gelsomino Del Guercio

Il prodigio riportato da Tommaso da Celano

Nel “Trattato dei miracoli”, Tommaso da Celano riporta un miracolo “anomalo” di San Francesco. Anomalo perchè il miracolo non porta benefici a “terze persone”, ma direttamente al santo di Assisi. Le fonti convergono sul fatto che Francesco abbia provato ad arrovellarsi il coltello rovento sul proprio corpo e ne ha tratto “benefici”.

IL TEMPO DI MALATTIA
Nel tempo in cui Francesco era afflitto dalla malattia degli occhi, i confratelli persuasero l'uomo di Dio ad accettare le cure. Perciò venne chiamato al luogo dei frati un chirurgo. Costui portò con sé lo strumento di ferro per la cauterizzazione e ordinò di metterlo sul fuoco, fino a che non fosse reso incandescente.

“FRATELLO MIO FUOCO”
Al che il beato Padre, confortando il proprio corpo scosso dal timore, così si rivolse al fuoco: "Fratello mio fuoco, l'Altissimo ti ha creato per emulare in bellezza le altre cose, potente, bello e utile. Siimi favorevole in questo momento, siimi amico, poiché già ti ho amato nel Signore! Prego il grande Iddio che ti ha creato, che moderi il tuo calore in modo che ora io possa dolcemente sopportarlo”.

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LA BENEDIZIONE DEL FUOCO
Terminata l'orazione, benedisse con un segno di croce il fuoco e quindi, pieno di coraggio, attese. Mentre il ferro rovente e scintillante veniva afferrato dal chirurgo, i frati fuggirono vinti da umana paura e il Santo lieto e senza esitazione si sottopose al ferro. Il ferro crepitando penetrava nella morbida carne e venne fatta la cauterizzazione a tratti dall'orecchio al sopracciglio.

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“PERCHE’ SIETE FUGGITI”
Quanto quel fuoco abbia provocato dolore, ne è testimonianza la parola di colui che ne ebbe esperienza. Infatti, ritornati i frati che erano fuggiti, il Padre sorridendo disse: "Paurosi e deboli di cuore, perché mai siete fuggiti? In verità vi dico, non ho sentito né il calore del fuoco né alcun dolore della carne". E rivolto al medico: "Se la carne non è ben cotta, applica di nuovo il ferro!". Il medico, che conosceva ben altre conseguenze di simili operazioni, magnificò tale miracolo, esclamando: "Dico a voi, fratelli, ho visto oggi cose mirabili". Era forse tornato alla primitiva innocenza colui al volere del quale si arrendevano ammansiti gli esseri indocili.

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