francescanesimo

Le sorprese francescane di Frascati

Antonio Tarallo

Nella piazza della chiesa di San Francesco d’Assisi spicca una bellissima statua del santo

E’ ancora tempo d’estate. Questi giorni, infatti, rappresentano gli ultimi sprazzi di vacanza, un po’ per tutti. Qualcuno è rimasto nella propria città, qualcun’altro - magari - sta vivendo queste ore al mare, mentre altri ancora sono in giro in qualche località d’arte d’Italia. Ma, a volte, per trovare alcuni piccoli “gioielli” del nostro Bel Paese, non c’è bisogno di andare in città famose come Firenze, Milano, Napoli, Bologna e l’immancabile Roma.

Ad esempio, proprio vicino alla Città Eterna, sorgono alcuni piccoli comuni, veri e propri forzieri d’arte e bellezza, che raggruppati tutti insieme prendono il nome di “castelli romani”. E le famose “gite fuori porta” vedono questi piccoli paesi - veri paradisi terrestri facili da raggiungere - al centro dell’interesse di molti turisti. Sono circa quindici le località che fanno parte di questo particolare gruppo di paesini che si ergono vicino Roma: Albano, Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Marino, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri.

E, allora, facciamo anche noi una sorta di “gita fuori porta” per arrivare nella cittadina di Frascati che sorge sopra i Colli Albani, a trecentoventisei metri sul livello del mare, al di sotto del versante nord-ovest del monte Tuscolo. Anche se piccola, Frascati ha sempre delle sorprese da presentare ai visitatori. Una di queste, è una bellissima statua di San Francesco e il lupo di Gubbio: l’episodio famoso è narrato nel capitolo XXI de “I Fioretti di San Francesco”.
La statua, di bronzo, è posta nel piazzale che si apre davanti la chiesa di San Francesco d’Assisi. Risale al 1963, omaggio tributato al santo assisiate dalla città di Frascati. Colpisce per la sua bellezza e per la sua collocazione.

Gli occhi del Poverello d’Assisi si incrociano con quelli del lupo, in un afflato di dolcezza che riscalda il cuore. Il lupo è mansueto, vicino a Francesco: quel suo capo appoggiato alle gambe del santo riescono a proiettarci - pienamente col cuore - nell’episodio de “I Fioretti”. Come scolpito nella statua bronzea, il lupo sembra quasi un docile cane domestico. La pace e la serenità regnano fra i due personaggi del gruppo scultoreo. Il volto del santo sembra davvero brillare di pace e amore, di una dolcezza infinita che colpisce amabilmente chiunque lo guardi.

Questo idilliaco quadro è posto accanto alla chiesa di San Francesco d'Assisi - anche conosciuta col nome di “Chiesa di Maria Immacolata” - che sorge a pochi passi dalla stazione del piccolo comune di Frascati. Alla chiesetta è annesso il convento dei padri Cappuccini; venne consacrata il 21 ottobre del 1579, dopo che i lavori erano cominciati nel 1575. Fu Papa Gregorio XIII a interessarsi costantemente dei lavori per la costruzione di questo piccolo gioiello incastonato nella cittadella di Frascati.



Alla fine del XVIII secolo il convento venne ingrandito. In seguito all'entrata in vigore della legge eversiva dei beni ecclesiastici anche nell'ex-Stato pontificio, nel 1873, la struttura venne messa all'asta dallo Stato italiano. Nel 1876, andò nuovamente ai frati che la riacquistarono dallo Stato italiano. In queste mura, inoltre, è racchiuso un “tesoro nascosto”: la tomba del cardinale Guglielmo Massaja, appartenente all’ordine francescano dei Cappuccini. Il cardinale francescano morì a San Giorgio a Cremano (vicino Napoli), ma volle che il suo corpo fosse tumulato nella piccola chiesetta di Frascati a cui era molto legato. Infatti, ’11 giugno 1890, dal cimitero monumentale del Verano di Roma, fu traslato a Frascati nella chiesa dei Cappuccini. La tomba è sovrastata da una statua del 1892 che lo raffigura seduto, intento a guardare i volumi dei suoi ricordi. Nello stesso convento cappuccino c’è un interessante Museo etiopico con molti oggetti che lo ricordano, fra cui il leggendario bastone che portava durante i suoi viaggi esplorativi in Etiopia.

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