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La scommessa dei frati cappuccini: un asilo in uno dei villaggi più dimenticati dell’Etiopia

Gelsomino Del Guercio Pixabay

Nel villaggio di Lera i missionari francescani tentano un piccolo “miracolo”

I frati cappuccini delle Marche sono da anni impegnati al fianco dei più poveri del grande continente africano, in particolare in Etiopia ed in Benin. Ma questa volta stanno tentando un vero e proprio “miracolo”, in uno dei villaggi più dimenticati dell’Etiopia, Lera.

Lera è la capitale della provincia di Damot Pulasa, a sud del Paese. La popolazione dell’intera provincia è di oltre 105.000 abitanti e non ci sono asili facilmente raggiungibili.

MALNUTRIZIONE E STRADE STERRATE
Le famiglie spesso devono affrontare difficoltà maggiori all’istruzione come ad esempio la malnutrizione. Le strade sono sterrate e difficilmente percorribili durante la stagione delle piogge. Questi sono soltanto due dei motivi per i quali i bambini non hanno la possibilità di andare a scuola.

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3 LINGUE E 2 ALFABETI
I bambini rappresentano l’anello debole della società, per il loro numero, per la povertà, per la mancanza di istruzione e di assistenza medica. Nella zona non ci sono asili facilmente raggiungibili. In Etiopia i bambini sono incoraggiati a frequentare la scuola materna per 3 anni: è considerata una condizione essenziale per aver accesso alla prima elementare.

In prima elementare devono infatti affrontare difficoltà inaudite. Incominciano con 3 lingue diverse e 2 alfabeti: l’Amarico che è la lingua nazionale e contiene 270 segni ortografici, il Wolitignà (lingua locale), e l’Inglese. Se un bambino non frequenta la scuola materna è molto probabile che debba ripetere per due o tre volte la prima elementare.

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350 BAMBINI
Non è raro infatti vedere bambini di 8 o 9 anni frequentare ancora la prima elementare. Per combattere l’analfabetismo è fondamentale incentivare ed agevolare l’istruzione fino dalla tenera età. Il progetto dei missionari cappuccini nasce per dare la possibilità di frequentare la scuola materna in un luogo nuovo e decoroso e prevede la costruzione della struttura che ospiterà oltre 350 bambini.

Un’occasione per cambiare la vita a questi bambini che non avrebbero sbocchi in una zona così isolata e sottosviluppata dell’Etiopia.

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