francescanesimo

La Porziuncola e l'affascinante Tavola di padre Ilario

Lorraine Berthélémy Andrea Cova

In ricordo del Perdono di Assisi

Al centro della maestosa basilica di Santa Maria degli Angeli sorge una piccola chiesa romanica. È la Porziuncola: il luogo spirituale per eccellenza, che conserva la freschezza della primitiva austerità francescana.
Nel corso della sua storia plurisecolare, il piccolo edificio nel cuore della penisola italiana ha ricoperto ruoli differenti nel corso dei secoli: da proprietà dei monaci benedettini, divenne il luogo di nascita dell’Ordine dei Frati Minori e il centro del francescanesimo.
Nei riflessi delle sue pietre c’è soprattutto l’eco delle preghiere che da secoli si elevano verso il cielo. Dal Medioevo, numerose anime hanno varcato la cosiddetta “Porta della vita eterna” per ricevere l’indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola dal pontefice Onorio III nel 1216.

La storia dell’Indulgenza della Porziuncola, o del Perdono di Assisi, commemorata il 1° e il 2 agosto di ogni anno, è ricordata dall’opera pittorica di maggior pregio di tutto il complesso, che possiamo ammirare nell’unica navata della Porziuncola.
Quando si varca la soglia della chiesetta, siamo subito incantati dalla bellezza, dai colori e dalla luce della Tavola di Prete Ilario da Viterbo, dipinta nel 1393.
Si tratta di un dipinto su tavola realizzato con la tecnica ispirata a quella delle icone bizantine e con l’uso del colore e di materiali preziosi che ci ricorda la tecnica pittorica senese dell’epoca.
La pala d’altare rappresenta dunque la prima testimonianza pittorica dell’immaginario popolare del Perdono di Assisi ed è divenuta un modello per l’iconografia successiva.

Il ciclo si legge in senso antiorario, a partire dal riquadro in basso a destra dell’Annunciazione, dedicata alla Madonna degli Angeli (l’Assunta).


Da una parte, Francesco, tentato dal demonio, si butta in un roseto, dall’altra, il Santo è accompagnato dentro la chiesetta della Porziuncola da due Angeli, dove ha una una visione. Sopra l’altare appaiono Gesù e la Madonna, ai quali Francesco chiede la concessione dell’Indulgenza del Perdono per chiunque si fosse recato nella Porziuncola in quel giorno, poi il poverello di Assisi si presenta dal Papa per chiedere la conferma dell’indulgenza.
Infine, ritroviamo il San Francesco alla presenza dei sette vescovi umbri che annuncia alla folla la sua gioia, e il Paradiso che ne è il compimento. Francesco tiene un cartiglio con scritto “(Hae)c est portae vitae aeternae”: il Perdono della Porziuncola è perpetuo e l’indulgenza plenaria potrà essere ottenuta da tutti coloro che visitano la chiesa tra i vespri del 1° agosto ed il giorno successivo.

Le scene rappresentate da Prete Ilario da Viterbo mettono in luce il cammino spirituale del santo, esempio del perfetto cristiano penitente. La Porziuncola, infatti, riesce ancora oggi a simboleggiare il legame vivente tra grazia e penitenza grazie all’istituzione dell’indulgenza plenaria per mezzo di Francesco.
Da una modesta cappella in rovina, la Porziuncola è diventata una realtà della fede e dello spirito, un luogo concreto in cui possiamo entrare, ma che ci permette soprattutto di accedere alla storia della fede e alla sua potenza come ce lo ricorda proprio il giorno del Perdono di Assisi.

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