francescanesimo

La giumenta ritrovata e il vaso ricomposto

Gelsomino Del Guercio Pixabay

Cronaca di due prodigi di San Francesco

Prodigi di San Francesco d’Assisi a chi ha cercato il suo aiuto in un momento di grande difficoltà. Sono riportati ne “Il trattato dei miracoli”, e riguardano due episodi avvenuti rispettivamente dopo una presunta visione del santo, e dopo una invocazione disperata da parte di una donna.

“ALZATI, VA A SPOLETO”
Un altro uomo di Amiterno (L’Aquila) aveva smarrito per tre anni un suo giumento, sottrattogli per furto, rivolse allora le sue preghiere al beato Francesco, e prosternato lo supplicò con lamento. Una notte, addormentatosi, udì una voce che gli diceva: "Alzati, va a Spoleto e di là riporterai il tuo giumento".

Si svegliò a quel richiamo meravigliato, ma si riaddormentò. Richiamato nuovamente da una simile visione, chiese chi mai fosse chi gli parlava: "Io sono, rispose la visione, quel Francesco, che tu hai invocato". Pensando che fosse un'allucinazione, trascurò di seguire l'ordine. Chiamato poi per la terza volta, devotamente obbedì; si recò a Spoleto e, ritrovato sano e salvo il giumento, avutolo senza difficoltà, lo ricondusse a casa. Narrò questo fatto ovunque a tutti, e si mise per sempre al servizio di san Francesco.

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LA ROTTURA DEL VASO
Un popolano di Interdoclo, aveva comperato un catino assai bello e lo aveva consegnato alla moglie perché lo custodisse diligentemente. Un giorno la domestica della moglie prese il catino, vi pose dentro dei panni da lavare con la lisciva. Ma sia per il calore del sole che per quello della lisciva, il vaso si crepò tutto, sì che non si poteva più usare in alcun modo. Impaurita, la domestica riporto il catino alla sua padrona, spiegandole più con le lacrime, che con le parole quanto era accaduto.

Quella, non meno spaventata di lei, ed atterrita al pensiero dell'ira del marito, si aspettava le percosse. Intanto nascose con premura il catino, invocò i meriti di san Francesco ed implorò la grazia. All'istante per merito dei suffragi del Santo, i cocci si ricongiunsero e il catino, rotto, si ripresentò intatto. Fu grande la gioia per le vicine, che poc'anzi avevano avuto compassione per la poveretta; la moglie poi per prima raccontò il fatto meraviglioso al marito.

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