fede

San Valentino, Mons. Piemontese: 'Vero amore fonte di libertà'

Redazione Diocesi Terni

L'omelia per il santo patrono di Terni: "La morte non è l'ultima parola"

Si fa ancora più insistente la nostra preghiera e il nostro grido rivolto al Signore per intercessione di san Valentino, perché cessi questa pandemia, perché siano risparmiate le sofferenze a tanti uomini e donne della nostra città, in Italia, nel mondo intero, e soprattutto che ognuno di noi possa ritrovare la propria serenità, la propria dimensione di amore vissuta in maniera libera”. Lo ha detto il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese, nell’omelia della messa celebrata nella basilica di San Valentino, ieri, in onore del santo copatrono della diocesi. Osservando che “la malattia è una componente e compagna della nostra esistenza”, il presule ha ribadito che “il segreto della vittoria è quello che ci ha insegnato Gesù e che san Valentino ha conosciuto e sperimentato nella sua lunga esistenza fino alla morte: seguire la volontà del Padre, lottare contro il male, coltivare la viva speranza che il male più grande, la morte, non è l’ultima parola”.

Nella sua omelia, poi, mons. Piemontese si è soffermato sul santo, “patrono di coloro che sono carichi di amore, innamorati, bruciati dalla passione dell’amore, un amore che è dono, generosità, condivisione in maniera assoluta”. “Un amore che Dio ha posto nel nostro cuore, ma che diventa carità, dono di se stessi, un esercizio quotidiano che cresce e che rende il mondo bello, ricco e gustoso – ha aggiunto –. Purtroppo, la parola amore è una parola equivoca, ognuno la interpreta a modo suo. Ma Gesù ci ha illustrato in che modo il vero amore è fonte di libertà, di felicità, di pienezza, di vita”. Infine, il vescovo ha pregato san Valentino affinché “ridoni speranza al mondo, perché l’amore cresca, non si sfaldi in un tempo di crisi come quello che attraversiamo”. (Agensir)

 

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