fede

I doni di Madre Caterina Troian 

Gelsomino Del Guercio

Ancora oggi si segnalano numerose grazie per sua intercessione 

Aveva due doni particolari Madre Caterina Troian (1813-1887): la profezia e i miracoli. Non aveva solo fondato la sua congregazione, cioè le Francescane Missionarie d’Egitto (che si ispiravano alla spiritualità francescana per la profonda affinità che legava Madre Caterina a San Francesco d’Assisi), ma già quando era in vita, sono stati segnalati numerosi prodigi, semplicemente invocandola.

PREDICEVA IL FUTURO, SANAVA GLI INFERMI
E’ stata resa beata da Giovanni Paolo II nel 1985, ma il suo cammino verso la santità è ancora in corso. Di lei scrive suor M. Scolastica Soldati, negli atti del processo canonico:

“Ebbe il dono della profezia e dei miracoli. Quando nel 1865 le Suore di Santa Chiara della Carità in Ferentino si dichiararono sciolte da ogni impegno con la Missione dell’Egitto, Madre Caterina ne fu addoloratissima. Però rassegnata a ciò che il buon Dio dispose, predisse che a tempo, quelle Religiose, avrebbero chiesto esse stesse di riunirsi al suo Istituto. Difatti ciò avvenne dopo trent’anni, cioè nel 1895. E non solo ebbe il dono di predire il futuro, ma anche quello di sanare gli infermi”.

IL FAZZOLETTO MIRACOLOSO
“Nel maggio 1884 io mi trovavo un giorno dopo la recita del Vespro fuori del Coro a parlare con Madre Caterina su ciò che dovevo fare in segreteria, quando vediamo entrare la guardarobiera di Sua Altezza la Hedive, signora Jeanne, ansante e piangendo gridò: “Madre, Madre Badessa, mi dia qualche cosa di suo da mettere sugli occhi di mio marito che colpito da una forte oftalmia è sul punto di perdere la vista. Il medico non ha più che fare: la prego, me la dia”. Povera signora, che cosa posso farle io, disse la Madre. Io le suggerii: “Le dia qualche suo fazzoletto sicura che qualche cosa avrebbe operato”. Allora la Madre si ritirò in camera pregando, e, preso un fazzoletto lo portò alla signora che, fiduciosa andò subito a deporlo sugli occhi del marito”.



LA GUARIGIONE
Non era passata un’ora che quella ritornò giuliva gridando: “Madre, Madre, mio marito è guarito perfettamente. La ringrazio sentitamente”. Madre Caterina ne fu contentissima: però non attribuì a sé il prodigio, ma alla fede della signora e alla bontà del Signore. (Positio 1962, Ad 47 interr., proc. fol. 85 terg).

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UN SENTIMENTO POPOLARE
Il proclamarla donna santa in vita scaturiva da un sentimento popolare spontaneo che, col moltiplicarsi delle grazie ottenute per sua intercessione, andò crescendo sia nell’Istituto che fuori dell’Istituto. La causa della sua santità non furono i miracoli ma la sua vita virtuosa, che ha reso la sua esistenza un miracolo vivente dell’Altissimo.

Venne sepolta nel cimitero latino del Cairo. Tra il compianto unanime di cristiani e di musulmani, la sua salma fu poi trasferita nella cappella di Clot-Bey; dal 3 novembre 1967 è nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, annessa alla Casa generalizia di Roma.

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