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Angela Maria Truskowska. Una vita di sofferenza e tenacia

Gelsomino Del Guercio Wikimedia - public domain

La religiosa polacca riuscì a fondare la Congregazione delle Suore di San Felice da Cantalice

Da giovane la tubercolosi, poi le emicranie, la sordità e infine il cancro: ma non si è mai arresa la beata francescana Angela Maria Truskowska (Kalisz, Polonia, 1825 – Cracovia, Polonia, 1899). Ha lottato con tutte le sue forze, anche quando le sofferenze sono state violente e molto aggressive. Ed è riuscita a realizzare il suo sogno: una Congregazione di religiose orientate ad assistere gli emarginati nella “sua” Polonia.

Suor Angela Maria Truskowska è stata, infatti, la Fondatrice delle Suore Francescane di San Felice da Cantalice (Suore Feliciane), dal nome del santo cappuccino che spese la sua vita in opere di carità.

LA PRIMA MALATTIA
Sofia Camilla, questo il nome della Truskowska prima che diventasse religiosa, proviene da una famiglia di discrete condizioni economiche. Nasce prematuramente. Da giovane deve interrompere gli studi all’accademia di Madame Guerin di Varsavia perché a 16 anni contrae la tubercolosi.
Per curarsi, viene inviata in Svizzera, dove rimane un anno e dove avverte l’ispirazione a consacrarsi al Signore. Tornata a Varsavia inizia un’intensa attività caritativa verso i bisognosi.

LE “FELICIANE”
Nel 1855 fonda a Varsavia, sotto la guida dei Padri Cappuccini, la Congregazione delle Suore di San Felice da Cantalice (chiamate “Feliciane”), per l’assistenza dei bambini abbandonati, dei malati, degli anziani e degli emarginati. In soli sette anni vengono aperte ben trentaquattro comunità.

Porta spesso gli orfani che assiste a pregare nella chiesa dei Cappuccini di Cracovia, proprio davanti al quadro di san Felice che tiene in braccio Gesù bambino.



LA CLAUSURA
Nasce anche il ramo contemplativo della Congregazione, dove confluiscono le suore che desiderano la clausura (oggi chiamate “Cappuccine di Santa Chiara”).
Suor Angela, pur dirigendo entrambe le Congregazioni, si ritira in quella contemplativa.

Nel 1874 benedice le sue prime suore missionarie, che partono per le Americhe. Nel 1899, tre mesi prima della sua morte, la sua Congregazione viene ufficialmente approvata.

“LA MIA CORONA DI SPINE”
Furono molte le sofferenze fisiche di questa religiosa, non solo in gioventù, come riporta il libro I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire di Luigi Luzi.
Per molti anni la beata Truskowska è affetta da violente emicranie che lei scherzosamente chiama “la mia corona di spine”. Poi è gradualmente affetta da sordità.

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IL CANCRO LETALE
Nel 1872 è colpita da un cancro gastrico e mammario. Offre al Signore le sue grandi sofferenze per lo sviluppo della sua Congregazione. Firma delle immagini per le sue figlie perché preghino per lei dopo la sua morte. Il cancro progredisce diffondendosi anche alla colonna vertebrale. Benedice amorevolmente le suore che circondano il suo letto, tracciando con la mano una piccola croce sulla loro fronte.
Si addormenta nella pace di Cristo il 10 ottobre 1899. Le sue spoglie mortali sono venerate nella casa madre di Cracovia. È beatificata nel 1993.

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CONTINUA PREGHIERA DEL ROSARIO
La sua spiritualità, si legge su In Terris, si basa sulla profonda umiltà e sulla generosa carità versa il prossimo. Accetta, profondamente unita al Signore, una vita colma di sofferenze fisiche e morali.
È esempio mirabile di santità per le sue figlie spirituali: passa le sue giornate in continua preghiera; molto devota al Rosario. Si occupa del decoro della chiesa e cuce i paramenti sacri.

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