cronaca

La poesia di Patrizia Orlandi

Elisabetta Reguitti

Da ormai 30 anni guarda il mondo con gli occhi dell’anima trasformando tutto in versi che poi ricorda e recita

"Sono  una persona disabile e non vedente,  la mia passione è stata sempre la poesia e la lettura”.  Si presenta così Patrizia Orlandi la poetessa che da ormai 30 anni guarda il mondo con gli occhi dell’anima trasformando tutto in versi che poi  ricorda e recita perfettamente grazie ad una freschezza mentale che ha dello straordinario. 

La sua vena poetica è sbocciata a 14 anni. “Ho sempre sentito il bisogno di comunicare i miei sentimenti e le mie emozione  agli altri per far comprendere  la mia gioia, la mia felicità e la poesia mi permetti di farlo” racconta in questa conversazione che avviene nella sua casa di Travagliato, in provincia di Brescia.  La capacità di compositiva  di Patrizia ha davvero qualcosa di unico. 

Poesie che fluiscono tra parole non sempre usuali soprattutto considerato il fatto che questa donna, dall’espressione sorridente, ha frequentato solo i cinque anni di scuola elementare. Per il resto è autodidatta.  Le pareti della camera sono tappezzate  con le cornici dei premi e dei  riconoscimenti per i suoi versi, tra questi anche quello ricevuto nel 1998  dal Vescovo di Catanzaro monsignor Antonio Cantisani che ha scelto la sua poesia dedicata alla Madonna.  

Sulla scrivania trova spazio lo  scanner che Patrizia  utilizza per fotocopiare le pagine dei suoi amati libri; accanto i faldoni che custodiscono  i fogli delle poesie inedite. “Il mio sogno è riuscire a pubblicare un nuovo libro”: l’ultimo dal titolo “I colori della luna” risale al 2016, stampato grazie alla collaborazione di Color Art di Rodengo Saiano e illustrato dall’artista Sergio Maggi. 

Patrizia nel corso degli anni ha pubblicato ben 5 raccolte di poesie.   “Mi accade che senta l’ispirazione di un testo che subito mi  rimane in testa, devo solo farlo  scrivere a Mery,  che mi aiuta” spiega muovendo con garbo le belle dita delle mani. Gli amici che vanno a trovarla sanno che saranno le gambe di Patrizia per muoversi da una stanza all’altra; lo fanno  spingendo la sua sedia.   La luce del mondo per Patrizia si è spenta  completamente quando aveva 33 anni “la vista è andata, ora non vedo le persone, solo i colori i medici dicono che sia grazie al cervello” spiega.   

Il suo gesto di accoglienza verso gli altri  è recitare poesie. “Vuoi sentire una mia poesia?” chiede sempre con dolcezza.  Accanto al letto oltre alle immagini di Gesù e della Madonna (“Mi hanno sempre aiutata nel mio percorso di vita, sono i miei amici” confida) c’è anche San Francesco al quale ha dedicato questi versi scritti il 26 agosto 2016: 

SAN FRANCESCO

Con la perseveranza, 
zirlo di merlo
sarai con me nell’unità spirituale,
nel silenzio contemplativo di San Francesco.

Nella sua fortezza
la mia preghiera!

Mi sono accoccolata nella sua anima
e nella sua ricca umanità!
Con umiltà rendo grazie
per il suo Bene prezioso
e per le essenze profumate
della sua Assisi.

“Di San Francesco amo l'umiltà, l’ho sempre ammirato per la sua generosità di donarsi agli altri. Lo considero un maestro nella mia vita” spiega Patrizia che ha dedicato anche dei versi alla pace:

IL SUONO DELLA PACE

Il principio mi fa libera
nella sua perseveranza.
Scivolano su di me
le potenze del cosmo,
lasciandomi la carezza
di un intenso benessere.

Tintinna il mio sistro,
attirando nel mio giardino
il volo delle colombe. 

Patrizia non ha dubbi: “La poesia è la mia compagna di vita. La fede mi ha  aiutata tanto  a crescere nella mia solitudine. Il Signore e la Madonna sono i miei amici che mi sostengono tutti i giorni, per me sono  come due fratelli”. Questa conversazione è stata realizzata grazie alla collaborazione di don Battista Poli amministratore  della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Muscoline, provincia di Brescia.

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