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Libri, il mercato tiene: 'Bene il Natale, futuro ancora difficile'

Ida Bozzi Unsplash

L'Aie presenta in anteprima i dati

Una ripresa che vede le vendite di Natale 2020 allineate a quelle del 2019, ma con qualche ombra: è quanto emerge dai dati del mercato del libro anticipati ieri dall' Associazione italiana editori (Aie), che li pubblicherà in dettaglio il 29 gennaio, in occasione del seminario della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri.

«Le vendite a Natale sono andate bene - afferma Ricardo Franco Levi, presidente dell' Aie - e questo ci consente di sperare che il 2020 si chiuda sugli stessi livelli del 2019 per l' editoria di varia». La varia è l' ampio settore che comprende romanzi, saggistica, libri per ragazzi, venduti in librerie, supermercati e store online. E ha continuato Levi: «Si tratta di un dato che conferma la ripresa del mercato del libro dopo il lockdown di marzo e aprile e che era già evidente nei numeri di luglio e settembre».

Nei dati diffusi da Aie in settembre emergevano la riduzione delle perdite del mercato (dal -20 per cento di metà aprile 2020 al -11 di luglio, fino al -7 di settembre), il boom delle vendite online e la tenuta delle librerie. In attesa del dettaglio sui nuovi dati, Levi illustra le cause della tenuta del settore: «Al risultato positivo hanno contribuito, insieme all' impegno e al coraggio degli editori e delle librerie, che hanno continuato il loro lavoro anche quando non c' era visibilità sull' immediato futuro, le importanti misure a favore del libro assunte dal governo e dal Parlamento».

Tra queste, il rinnovo della 18App, gli acquisti speciali delle biblioteche, i ristori per librerie ed editori più colpiti dalla crisi, la scelta di tenere aperte le librerie considerando il libro come bene essenziale. Anticipa però Levi che «il dato positivo nasconde performance molto diverse»: al boom dell' online e alla tenuta delle librerie di quartiere si accompagna la difficoltà delle librerie nei centri cittadini, nei centri commerciali e di catena; inoltre, l' assenza di fiere del libro ha privato gli editori di un importante canale di vendita, mentre sono gravi le perdite per l' editoria d' arte e di turismo.

«Le soddisfacenti performance del libro - aggiunge il presidente di Aie - si accompagnano alle perduranti difficoltà di altri settori culturali, a cui siamo naturalmente vicini. I consumi culturali crescono assieme e quindi un impoverimento complessivo è, per noi, un dato di preoccupazione». E conclude, affrontando il tema della scuola: «I dati incoraggiano gli editori ad affrontare un 2021 che si preannuncia comunque non facile e che, ci auguriamo, vedrà ancora il governo e il Parlamento a sostegno della cultura e della lettura, perché non c' è ripresa economica che non passi attraverso la conoscenza. Quindi scuola, scuola e ancora scuola. Il grandissimo lavoro degli editori a sostegno dell' istruzione in questa difficile stagione segnata dalla didattica a distanza e lo straordinario successo di #ioleggoperché , sono la migliore conferma del nostro impegno». (Corriere della Sera)

 

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