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Francesco e la logica straordinaria del Vangelo

Omelia del Ministro generale OFMConv fra Carlos Trovarelli

di Redazione

Proponiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata dal Ministro generale dei frati minori conventuali fra Carlos A. Trovarelli oggi, 28 febbraio, nella celebrazione presieduta in occasione dell'ostensione delle spoglie mortali di san Francesco.


Saluto con affetto e porgo il mio benvenuto a tutti i pellegrini presenti in Basilica; in modo particolare ai miei confratelli frati minori conventuali, alle religiose e a tutti i membri della grande famiglia francescana qui riuniti.
Nel contesto dell’ostensione delle reliquie di Francesco d'Assisi nella Basilica inferiore, possiamo domandarci: che cosa siamo venuti a vedere? O meglio ancora: chi siamo venuti a incontrare?
Oggi contempliamo, attraverso una teca trasparente, le fragili ossa di un uomo piccolo di statura, che ha creduto fino in fondo nella forza trasformante dell’amore di Dio. I nostri cuori si accostano a quelle povere ossa non con curiosità, ma con ammirazione e sincera devozione. Non veneriamo resti inariditi dal tempo: riconosciamo in esse la storia di un uomo che ha vissuto il Vangelo senza riserve. Un giovane che ha scoperto la pienezza della vita; un grande che si è fatto piccolo per amore di Cristo.
Siamo pellegrini per onorare le reliquie di colui che si è lasciato avvolgere dall’Amore del Padre, plasmare dalla Misericordia del Figlio e guidare dalla soave azione dello Spirito Santo. Siamo venuti a vedere l’uomo che abbracciò i lebbrosi, che offrì perdono ai briganti che lo avevano derubato, che rese mansueto un lupo, che affrontò una crociata senza altre armi se non l’annuncio di Cristo Salvatore.
Siamo venuti ad Assisi per ritrovare forza alla scuola di chi si è lasciato abbracciare dal Crocifisso, fino a essere trafitto dal suo indicibile Amore.
Al tempo di Francesco vi erano molti grandi “signori”: re, imperatori, uomini di Chiesa, ricordati oggi nei libri di storia ma ormai consegnati al passato. Dell’umile vita del Poverello di Assisi, invece, non si è mai spenta la memoria. Anzi, la sua presenza appare oggi più viva che mai.
Questo ci parla di una logica nuova, di criteri sconvolgenti che rinnovano l’ordine della creazione secondo l’immagine di Cristo, l’Uomo nuovo. È la logica del Vangelo, che oggi risuona con parole esigenti:
«Amate i vostri nemici, pregate per quelli che vi perseguitano»;
«Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?».
Il Signore ci chiama a cercare lo straordinario nella quotidianità dell’amore evangelico. È “normale” ricambiare il bene con il bene; è altrettanto spontaneo rispondere al torto con risentimento. Cadiamo facilmente nella logica della reazione, nel meccanismo della difesa, nella spirale della contrapposizione: è la logica della guerra.
Ma Cristo ci insegna la logica della gratuità: amare con l’amore gratuito di Dio, perdonare con il cuore misericordioso di Cristo, oltre ogni calcolo umano.
E allora, davanti a quelle fragili ossa, comprendiamo che questa logica è possibile. In Francesco riconosciamo che il Vangelo può essere vissuto alla lettera. In lui intuiamo il senso della “perfetta letizia”, narrata nei Fioretti di San Francesco: non un eroismo straordinario, ma il frutto di una conversione profonda, di una mentalità rinnovata dall’amore.
Quando Gesù parlava di amore al prossimo, sapeva che molti intendevano l’amore come qualcosa da riservare agli amici, ai familiari, a chi la pensa come noi. Ma il suo messaggio va oltre: è l’atteggiamento del buon samaritano, che sceglie di farsi prossimo, di accorciare le distanze, di aprire il cuore anche al lontano e persino al nemico.
Se amiamo solo chi ci ama, se salutiamo solo chi ci saluta, se stimiamo solo chi ci stima, che cosa facciamo di straordinario?
Il 3 ottobre 2020, proprio qui ad Assisi, Papa Francesco firmò l’enciclica Fratelli tutti, sulla fraternità e l’amicizia sociale, proponendo a tutti uno stile di vita dal sapore evangelico, ispirato alla testimonianza del Santo di Assisi e radicato nei valori del Vangelo che superano ogni consuetudine umana.
Oggi vogliamo rinnovare il nostro proposito di servire il Signore come ha fatto san Francesco. Chiediamo il dono dello Spirito Santo perché ci renda capaci di vivere la fraternità, la vera e perfetta letizia, il carisma francescano che, dopo ottocento anni, continua a generare frutti di grazia e di santità.
Buon pellegrinaggio a tutti

 

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