NOTIZIE > opinioni

Innamorati come Francesco

non togliere via ciò a cui resisti, senza sapere davvero il perché!

di Alessio Ortica

FF 348 Ma ecco quanto avvenne: nel tempo in cui aveva già cominciato, per grazia e potenza dell’Altissimo, ad avere pensieri santi e salutari, mentre era ancora mondano, un giorno incontrò un lebbroso: fece violenza a se stesso, gli si avvicinò e lo baciò. Da quel momento decise di disprezzarsi sempre più, finché per la misericordia del Redentore ottenne piena vittoria.



C’è un segreto comandamento che è capace sempre di riemergere dalla vita serafica di Francesco e dei suoi fratelli più piccoli, anche a distanza di secoli e secoli. C’è un segreto comandamento che è anche una promessa: non togliere via ciò a cui resisti, senza sapere davvero il perché!
Ha il sapore divino del pane ormai pronto ad essere sfornato, delle mattine in cui si decide di ricominciare non da sé stessi. Delle mattine della vita in cui si ritorna a trovare senso in chi non sceglieresti mai, in chi ha bisogno del nostro amare rivoluzionario e della nostra disponibilità ad attraversare l’amarezza che sembra definitiva.
Delle mattine ancora abitate dalla notte, dove occorre lanciarsi nell’ignoto della giornata che si ha davanti. Quando occorre un comandamento profondo, che sia capace di sfamare il nostro nascosto bisogno di incontrare l’Amore, e di travolgere tutto il nostro auto-centramento.
Fra tutte, c’è quella mattina della vita, quando ciò che è iniziato a sorgere ha ancora bisogno di essere accolto pienamente e di ricevere tutta la fiducia di cui si è capaci.
In essa, ancora resiste l’innamoramento per il proprio volto, per il domani che avevi in testa ieri, per il proprio nome, per le personali ferite, per le proprie miserie, per gli incontri che puoi controllare.
Il silenzio, in mezzo a tutto questo, aspetta un bacio, un bacio che abbia la dolcezza tipica della conversione evangelica, e la forza unica dell’ingresso in una storia d’amore. Aspetta il momento in cui le proprie labbra si arrenderanno, e renderanno gesto ogni possibile parola.
Un silenzio tipicamente mattutino aspetta il coraggio di andare oltre se stessi, di iniziare l’unico possibile atto rivoluzionario che ha come sua ancella la dolcezza risorta: innamorarsi come ha fatto Francesco, gettarsi negli occhi di chi è stabilmente oggetto di un rifiuto, ed iniziare a servire la sua vita come la luce di un’alba.
Come la luce che aspettava la parte più recalcitrante del proprio buio, per accogliere l’alba della vera esistenza.
Innamorarsi, così. E della misericordia divina che rende possibile tutto questo innumerevoli volte, di generazione in generazione, attraversando la sfiducia e le sconfitta ormai compiute.
E non fare più la guerra a nessuno, e non recriminare più per il fatto che l’altro ci sia e che sia così com’è. E per disprezzarsi alla maniera di Dio, che rifiuta di darsi un prezzo e si dona completamente.
Senza chiedere prima di tutto all’altro di cambiare. E facendo il suo ingresso in punta di piedi, col suo cuore in mano, nell’esistenza di ciascuno di noi.
Così come accade ad un bacio durante un ritorno a casa. Nel silenzio, in un secondo.


Alessio Ortica

Commenti dei lettori



NON CI SONO COMMENTI PER QUESTO ARTICOLO

Lascia tu il primo commento

Lascia il tuo commento

Nome (richiesto):
Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori):
Il tuo commento(Max. 300 caratteri):
ACCONSENTO NON ACCONSENTO
al trattamento dei miei Dati personali per le finalità riportate nell'informativa, al fine esclusivo di contattare l'utente per sole ragioni di servizio, legate all'evasione delle sue richieste (pubblicazione commenti)
Organo ufficiale di Stampa della Basilica di San Francesco d'Assisi
Custodia Generale Sacro Convento
© 2014 - tutti i diritti riservati
Contatti | Credits